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Bilinguismo: cosa vuol dire essere bilingue?

bilingualGuest post di Ewa N di Between us Bilinguals (le note sull’autrice in fondo al post). Questo sarà il primo di una serie di articoli sulle lingue scritti da Ewa, che sono sicuro troverete molto interessanti.
L’articolo è alquanto serio e credo che sia parte del contenuto del suo ebook ” Between Us Bilinguals: a fairly unbiased dissertation on monolingual and bilingual views on code-switching“. Il suo blog è più lieve di toni e i prossimi articoli saranno presi da li. Inizio con questo articolo che discute della questione bilinguismo perchè credo sia importante per chi ha messo come proposito di inizio anno quello di imparare una lingua nuova.

Quando ci si può considere bilingue?

La maggior parte della gente chiama ‘bilingue’ un bimbo di 2 anni dell’origine polacco-inglese, che al suo livello di acquisizione della lingua gestirà un dizionario di circa 200 parole, mentre un laureato polacco in filologia inglese, che avrà investito un notevole periodo di tempo in Gran Bretagna e il cui vocabolario sarà composto di migliaia di unità, non è considerato bilingue.

Che differenza c’è tra di loro? Chiaramente Età e contesto di acquisizione della seconda lingua – ma anche il livello di competenza e funzioni di entrambe le lingue. La questione più controversa è: Quanto competente in due lingue deve essere una persona per essere considerata bilingue?

Un sostenitore dell’idea di massimizzazione dirà che un vero bilingue deve conoscere entrambe le lingue allo stesso livello del madrelingua. Se ciò è però del tutto possibile – sarà veramente necessario? Si impara per una ragione, per lo più perchè una nuova lingua dovrebbe servire nella vita quotidiana. Una volta che ha svolto lo stesso scopo della lingua madre, si avrà necessità di andare oltre? La competenza in ogni lingua, quindi, sarà diversa a seconda della sua funzione.

Tanti ricercatori adoperanno la definizione funzionale del bilinguismo, che accentua il fatto che la lingua non è un’entità astratta, bensi’ uno strumento usato con lo scopo di comunicare. Quest’opinione sposta il focus dalla competenza linguistica a mera esecuzione della lingua.

Lo dice più esplicitamente William Mackey “Bilingualism is not a phenomenon of language; it is a characteristic of its use. It is not a feature of the code but of the message. It does not belong to the domain of langue but of parole” (from: Interference, integration and the synchronic fallacy, 1970).

La maggior parte delle persone bilingue tende ad avere un uso di una lingua più forte che l’altra, almeno in alcuni ambiti, ed è perfetamente comprensibile, perché l’uso della lingua stessa dipende da numerosi fattori psicosociali. I fattori esterni saranno durata, frequenza e pressione del contatto con la lingua usata a casa, a scuola, a chiesa, al lavoro, in comunità, in corrispondenza, etc. Le funzioni interne includono linguaggio che si usa tra se e se, quindi calcolare, pregare, maledire, sognare; e cosi anche la predisposizione per imparare ed usare la lingua, che potrebbe dipendere dal sesso, età, intelligenza, memoria, atteggiamento e motivazione. Per esempio, Joseph Conrad parlava inglese ad un livello altissimo, ma con forte accento polacco.

L’approccio funzionale spiega concetti come ‘receptive bilingualism’ e ‘productive bilingualism’. Un bilingue ricettivo, quindi una persona che capisce una seconda lingua, ma non è in grado di parlarla o scriverla, potrà per esempio essere una moglie di un’immigrante turco in Germania. Un bilingue produttivo sa parlare e capisce due lingue, con diverse combinazioni possibili tra le quattro abilità linguistiche. Per esempio il nostro bimbo di due anni avrà simili abilità nell’ambito di comunicazioni orale, ma non avrà abilità di scrivere e leggere. Ci potrebbe essere anche un caso del bilingue ricettivo, che avrà abilità di ascolto maturata nella lingua A e abilità di lettura nella lingua B – come un musulmano che non sa leggere testi comuni in arabo ma ha imparato a leggere il Corano in arabo.

Chi è L’autore?

Ewa ha un blog in inglese ( http://between-us-bilinguals.webs.com ) nato dalle sue esperienze di viaggio, studio e lavoro in ambiente multilinguistico. Si è laureata alla facoltà di Linguistica Applicata all’università di Varsavia, in Polonia. Ha vissuto in Italia, Stati Uniti ed Inghilterra. Al momento lavora nel settore del turismo e parla ( o meglio impazzisce :-) con persone di tutta europa. La maggior parte di queste persone parlano due lingue, ma con grosse differenze di inflessione, dialetto, modi di dire.


 

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