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Boubou Journal – Quick and dirty Bullet Journal
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Boubou Journal – Quick and dirty Bullet Journal5 min read

L'articolo in due parole:

Dopo qualche anno a utilizzare il Bullet Journal, mi sono accorto che la “mia versione” era molto lontana dall’originale e che aveva incluso altre metodologie. in questo post ti racconto come ho risolto buona parte dei problemi nel journalling grazie al Boubou Journal – la versione veloce e “sporca” del BuJo

Esistono un gran numero di modalità per tenere un diario di bordo personale. Lo chiamo “diario di bordo” non semplicemente “diario” perchè voglio tenere separate le due cose:

  • per “diario di bordo” intendo un logbook con le cose fatte.
  • non il diario coi segreti che qualcuno aveva da teenager, e nemmeno intendo uno strumento di comunicazione col mondo come può essere il blog / vlog / pagina facebook.

Intendo quindi uno strumento che ci aiuti nel tenere traccia delle cose fatte e dei miglioramenti continui, e non una copia della Smemoranda per adulti con l’hobby della calligrafia e del disegno.

Come scoprirai tra un po’ il Boubou Journal fa anche da to-do list e collettore.

Ma andiamo con ordine.

Quali erano i miei bisogni?

Molto spesso si confonde lo strumento con il contenuto, e se si utilizza uno strumento poco flessibile si finisce per piegare i propri bisogni alle limitazioni dello strumento.

Per fare un esempio il Bullet Journal (a cui sono molto affezionato) molto spesso diventa un bellissimo libro d’arte, con disegni e stile tipografici notevoli, ma siffatto diario perde il motivo per cui lo avevo scelto. Fare un diaro con l’intenzione di migliorare e poi usarlo come Sistema per allontanare ogni tipo di miglioramento che non sia la grafia a mano non è quello che cerco.

I miei bisogni.

  1. Deve essere veloce da aggiornare.
  2. Deve permettermi di liberarmi la testa dalle varie idee (braindumping) , mettendole in un deposito sicuro.
  3. Deve essere veloce e facile nella consultazione.
  4. Deve essere flessibile ai miei cambiamenti (voglio tracciare quanti piegamenti sulle braccia faccio da qui a due mesi? devo poter creare la pagina in pochi secondi).
  5. Deve, in qualche modo, aiutarmi visivamente per capire cosa devo fare di urgente e cosa di importante.
  6. Deve essere utile sul lavoro (e non devo vergognarmi se lo legge qualcuno :-P).

Quali strumenti conosco per soddisfare questi bisogni? Strumenti vs Utilizzo vs Contenuti

Quali metodi /metodi per gestire appunti quindi?

  • Per ora le mappe mentali sono le migliori per la creazione e fare brain dump, ma hanno dei limiti quando devi fare dei diari di bordo o mettere giu dei racconti lineari.
  • Il Cornell Method per prendere appunti è buono ma è limitato (e si sovrappone in larga parte alle mappe mentali solo che è “lineare”) – e inutile per tenere traccia dei miglioramenti, ma ha dei buoni spunti (tag e pagine)
  • Zen to Done di Babuta: ottima ma poco utile per quello che voglio fare io.
  • Il Bullet Journal: progetto “recente”, si trovano molte idee di “collezioni” e moduli aggiuntivi su Pinterest, ma ha il difetto di richiedere troppo tempo per essere gestito.

Oltre agli appunti abbiamo anche sistemi per la gestione del tempo…

Due sistemi principali:

Il primo fa della complessita il suo punto di forza, mentre il secondo ha semplicità e velocità di implementazione.

… e anche i Diari Giornalieri

Tra questi mi viene in

Il tutto per gestire una mole importante di dati:

  • I big Data personali secondo l’approcio di Ducker (Feeddback Analysis)
  • To do list infinita :-)

Cosa ho preso dagli altri sistemi

OK ho in mente i miei bisogni, ho una serie di strumenti che si possono integrare (il sistema di tagging dal cornell method, il Bujo come base, varie tipologie di “diari”…) come possono interagire?

Difetti dei sistemi di journaling e mia risoluzione

Difetti del Bullet Journal & workaround

Numerare tutte le pagine:

Anche se ci si mette poco a scrivere i numeri da 1 a 50 per numerare le pagine del diario, nel BoboJu numero solo una pagina ogni due (in alto a destra). Quando trovo nell’indice la posizione di un contenuto dovrò guardare due pagine invece che una ma il processo è comunque istantaneo, quindi non appesantisce il lavoro (o forse si, lo dirà la scienza). Ha il vantaggio aggiuntivo di aver anche la metà di pagine da mettere nell’indice, rendendo più pulite le pagine e più veloce il recupero delle informazioni.

Troppi segni per il mio utilizzo

Anche se non sono davvero molti, sono comunque troppi:

  • Non vedo il bisogno di segnare un appuntamento in un modo particolare quando si evince dal contesto di cosa tratta.
  • Alla fine di tutti i segnali ho tenuto il “>” quando sposto dei dati in un’altra pagina.
  • Negli anni ne ho sviluppati alcuni miei per “ricordati questo” “vedi pagina x” “Attenzione” e non vedevo motivo di doverne imparare altri.

Difetti & migliorie possibili del sistema alla versione attuale

  • Il quaderno è sporco e “disordinato”. Per molti questo è inconcepibile, per me è un problema minore.
  • L’accumunare due pagine alla volta con lo stesso numero, ridurre il numero di segnali potrebbe (condizionale) caricare il sistema cognitivo.
  • i tag (del cornell method) non gli implemento – probabilmente non servono per questo tipo di journal, ma sono più utili per prendere appunti da studiare.

Come creare il primo BouBou Journal

In questo video vi parlo come crea un nuovo boubou Journal, travasando parte dei dati dal precendete, ma va benissimo anche se avete un bullet journal puro, oppure se volete iniziare direttamente col bobojo.

Perchè ho scelto il nome Boubou

In africa c’è un uccello chiamato Boubou (Laniarius ferrugineus) A504505. Questo tipo di uccello canta in coppia con una qualità tale che questi duetti sembrano arrivare da una voce solo.

Il fatto che due voci si uniscono in una mi ricorda come metafora, quella dei due emisferi del cervello o in generale degli opposti che si completano.

Il nome BouBou ricorda anche Bujo (bulle journal) che è stata una delle fonti di ispirazione.

Il fatto che l’uccello sia bianco e nero, ricorda anche l’uso della matita e dei fogli, senza colore :-)

Foto di Maria da Pexels

Scritto da
Manolo Macchetta
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