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Coaching nelle arti marziali: quando è fatto bene fa la differenza tra la sconfitta e l’incontro perfetto.
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Dettaglio fermo immagine Rafael Natal vs watson
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Coaching nelle arti marziali: quando è fatto bene fa la differenza tra la sconfitta e l’incontro perfetto.5 min read

L'articolo in due parole:

Coaching nelle arti marziali: In questo articolo descrivo dei risultati tipici quando un fighter pro (UFC, Boxe, kickboxing) si affida a un mental coach…

Premessa all’articolo sul Coaching nelle arti marziali.

Sono sempre stato abbastanza critico con i coach, e questo non perchè non ne trovassi l’utilità della figura (anzi) ma per la facilità con cui in italia si diventa “coach” e la conseguente qualità spesso mediocre che questi coach con certificato ottenuto al supermecato hanno nel portare cambiamento (e parlo per aver visto). Dare degli strumenti di cambiamento così potenti in mano a un bambino è pericoloso secondo me.

Questo non mi ha impedito di apprezzare un lavoro di coaching fatto bene…  Nonostante fossi critico con alcune metodologie e ci abbia messo anni a trovare quelcuno giusto, ho seguito anche io un percorso per coach… è stato lungo, faticoso e l’esame finale molto duro. Ho imparato la metodologia del Processo vs Contenuto, che è una delle chiavi per operare in maniera ecologica.

Ecco un articolo in cui ricostruisco quello che ho notato in un fighter dell’UFC. Ci sono degli schemi di comportamento che reputo ecologici e che hanno portato al risultato.

Si parla di Mental Coaching per arti marziali miste. E la cosa mi piace perchè la differenza tra un lavoro fatto bene e uno no si vede subito (la famosa prova del 9)

Due note di contesto:

L’articolo è apparso anche su MMAMentalCoach.com che ha come target atleti di sport da combattimento.

  • Uso quindi termini come vincere / perdere nel contesto operativo del match: finire il match e avere la mano alzata dal giudice oppure no.
  • Ci sono alcuni termini non chiari ai non addetti, dato il carattere tecnico dello sport (nello specifico: MMA- Arti Marziali Miste) vi rimando a Grappling-italia.com – il portale di riferimento per MMA/ UFC per tutte le info
  • Prendo spunto da due articoli apparsi sui magazine online MMAJunkie e MMA Fighting.

Questi articoli sono titolati rispettivamente:

Qui sotto vi riporto i punti salienti, utili per la nostra discussione.

Obiettivo

In questo articolo vorrei portare dei risultati tipici quando un professionista che partecipa a incontri al massimo livello si affida a un mental coach.

Come superare il peggior periodo di sempre e ottenere la vittoria perfetta

Rafael Natal: “Dopo la mia sconfitta con Tim Kennedy, ho davvero faticato. Ho dovuto lavorare sul mio mindset.”

Dopo il Ko subito per mano di Tim Kennedy, Rafael, che ha interrotto una striscia vincente di 3 vittorie Natal è stato sconfitto ancora e ha portato a casa una vittoria per decisione (e quindi salvandosi il posto di lavoro nel super competitivo UFC).

A questo punto la sveglia: si rende contro che tantissime energie erano andate via nel tentare di riparare il danno causato dalla sconfitta e decide cosi di prendere nel suo camp un mental coach. Sempre più spesso fighter che puntano in alto prendono di mental coach per “negoziare” al meglio con le incertezza sul lavoro: fare il combattente professionista è infatti

  • pericoloso per la salute,
  • super stressante per il corpo,
  • una concorrenza di livello stellare e
  • un posto di lavoro sempre in bilico (in UFC spesso bastano due sconfitte per essere licenziati NdManolo)

Se a questo ci aggiungiamo un gioco mentale che non ci permette di performare al 100% si può ben capire il perche di questa scelta.

Continua Natal “Quello che adesso è differente è la parte psicologica – Tutto è al posto giusto e io ho tutto che rema nella mia stessa direzione: posso tornare ad avere performace eccellenti – Ovviamente ho continuato ad allenarmi fisicamente, come al solito. Ma il gioco psicologico è quello che aveva bisogno di maggior lavoro, ero davvero stato scosso da quella vittoria.”

“Sono sempre stato un fighter con molta fiducia, Mi sento sempre al meglio quando mi alleno: quello che devo fare è semplicemente combattere bene come quando mi alleno. Spero di riuscirci. Il mio obiettivo è soddisfare i miei fan e il mio boss”

Il match che aveva di fronte non era facile: il suo avversario era infatti molto pericoloso e un errore poteva significare la sconfitta.

Breve analisi

Fermiamoci un attimo e vediamo di trovare un pattern in questo: Abbiamo un fighter professionista di altissimo livello che sta scalando la scala per il titolo mondiale. Per arrivare a una promotion come l’UFC vuol dire che è stato un ottimo fighter nei circuiti minori.

  • Arriva in UFC e vince i primi 3 incontri.
  • Per sua stessa ammissione è molto sicuro di se.
  • Riceve la sua prima sconfitta pesante, la scalata al titolo si ferma
  • La fiducia in se stesso (qualsiasi cosa essa sia :-) crolla.
  • Il match dopo, alla sua portata, lo perde male ancora, il titolo è lontanissino e adesso è il posto di lavoro è in bilico.
  • La sua performance in allenamento è sempre buona, ma nell’ottagono degrada.

Il fighter si trova davanti a un bivio:

  1. Continuare ad allenarsi fisicamente, facendo finta che non ha bisognio di allenare anche la gestione del proprio stato psico-fisico-emozionale
  2. Affidarsi a un professionista che gli permetta di eccellere oltre che nella lotta e nel pugilato anche nel gioco mentale.

La scelta in questo caso è la seconda. La dichiarazione pre-match dimostra già una chiarezza di intenti: “Il mio obiettivo è di salire la scala un gradino alla volta. Vincere questo incontro è molto importante cosicchè io possa raggiungere altri obiettivi”

Come è andata a finire?

Ovviamente se hai letto il titolo sai già che è una storia a lieto fine…

Se avete delle doti di calibrazioni anche solo nella media si può notare come il suo stato sia davvero cambiato

Alcune parole chiave:
“Mi sento bene”
“il match perfetta”
“una delle mie performance migliori di sempre”
“Ho potuto mostrare quello che sono”
“gli ultimi due incontri ero così teso, poi abbiamo deciso di aggiungere una componente di gioco nella performance”

Non so chi sia il suo coach, ma complimenti per l’ottimo lavoro.

Scritto da
Manolo Macchetta
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3 commenti
  • Ciao, ho scoperto questo il sito quando cercavo trucchi per essere più forte e superare lo stress da incontro. Faccio pugilato e sono molto interessanto a questa cosa. Come funziona? mi puoi dire di più?

      • Come consigli, prenditi qualche libro di miglioramento personale (tanto qui sul sito tanto su FB sul gruppo chiamato cocooa.book.club dove ne parliamo)
        per esempio il libro “il gioco interiore del tennis” può esserti utile, così come qualche autobiografia di sportivi o, in generale, gente con le palle sotto…
        chiedi pure se hai domande

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