Apprendimento

Come i bambini hanno perso la facoltà di esplorare

Foto di Jens Johnsson da Pexels

Come i bambini hanno perso la facolta di esplorare

Un po' mi vergogno di pubblicare un articolo che ho preso dal Dailymail :-) ma questa notizia è curiosa nella prima parte e da scavare nella seconda. Lascio al lettore le considerazioni del se e del come questo abbia cambiato la nosta vita.

Articolo Originario:  How children lost the right to roam in four generations (link)  By DAVID DERBYSHIRE

Che si basa su questo report: Beyond blue to green: The benefits of contact with nature for mental health and wellbeing

Come i bambini hanno perso la facoltà di esplorare

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Quando George Thomas aveva otto anni camminava ovunque. Era il 1926 e i suoi genitori non potevano permettersi il biglietto del tram, e tantomeno il costo di una bici. Quindi George camminava sei miglia per andare a pescare senza nessuna supervisione di un adulto.

Avanti veloce, siamo nel 2007 e il bisnipote del Sig Thomas non gode di nessuna di quelle libertà.

Viene portato in auto a scuola in auto, viene portato sempre con l'auto in un posto sicuto dove può andare in bici e non può andare più lontano di 250 metri da casa. Anche se volesse giocare fuori casa, nessuno dei suoi amici può uscire in giardino senza qualcuno che controlla.

Il contrasto tra l'infanzia di Edward e George è sottolineato in un report che ci mette in guardia sui rischi di salute mentale dei bambini del ventunesimo secolo perchè non hanno esposizione alla natura che invece si sono goduti le generazioni passate.

Questo report mette in correlazioni 4 generazioni della famiglia Thomas di Sheffield. Il più vecchio, George aveva il permesso di girovagare per oltre sei miglia (9.6 km) quando aveva otto anni. La sua casa era piccola sovraaffollata e la maggior parte del tempo era passata fuori, giocando e costruendosi nascondigli.

Il signor Thomas diventato muratore non ha più perso la sua abitusine a camminare e a 88 anni ancora era gli piaceva passeggiare.

Suo Genero, Jack Hattersley, adesso 63enne, ha avuto libertà di girare. Nel 1950 aveva otto anni e poteva andare in giro per un miglio nei boschi locali. Anche lui è sempre andato a piedi a scuola e non ha mai usato l'auto.

Nel 1979, sua figlia Vicky Grant aveva otto anni ed ecco i primi segnali d'erosione dell'indipendenza del bambino. "potevo andarmene in giro liberamente con la bici tra le case, giocare al parco con gli amici e camminare fino alla piscina e alla scuola, c'era molto meno traffico allora Le famiglie avevano solo un'auto e nessuno la usava per dei tragitti corti"

Oggi, suo figlio Edward non è praticamente mai in giardino nella loro via suburbana. Lo porta in auto a scuola per essere sicura di arrivare al lavoro in tempo. Anche se gli piace praticare piano, sciare, fare le vacanze, saltare e arrampicarsi sui giochi in giardino, la madre teme che si stia perdendo qualcosa. Dice: "Può andare fuori a giocare, ma tende a non farlo perchè gli altri bambini non escono. Di solito mettiamo la bici in auto e ci facciamo un giro in campagna a pedalare insieme. Non è solo questione del tempo, anche il traffico è una cosa che consideriamo cosi come la paura degli adescamenti, ma non sono sicuro se è reale o solo percepita."

Aggiunge: "in quattro generazioni la nostra famiglia e passata da un capo all'altro in termini di ricchezza monetaria. Ma non sono davvero sicura che le noste vite siano davvero più ricche."

L'impatto sulla Salute

L'autore del report è William Bird, ed è comvinto che una rottura cosi netta con la natura sarà causa di problemi mentali a lungo termine. Non sono ne è convinto, ma ha anche raccolto tante prove che le persone stanno meglio e sono più sane quando escono in campagna o per i parchi.

I livelli di stress scendono in picchiata davanti a degli spazi verdi. Anche il solo orto o dei fiori in casa possono migliorare la concentrazione e abbassare lo stress.

"Se i bambini non hanno avuto contatti con la natura e non sono riusciti a sviluppare un rapporto con essa probabilmente non saranno nemmeno in grado di gestire bene lo stress. Gli studi indicano che le persone private del contatto con la natura sono più a rischio di depressione e ansietà. I bambini hanno sempre meno tempo senza controllori nella naura. Invece hanno bisogno di tempo per giocare in campagna, nei parchi e in giardino per esplorare, scavare e costruirsi il fortino.

Il report aggiune anche che il carattere e la qualità dello studio migliora se giocano all'aperto tra i campi, gli alberi e i laghetti.  Ultima scoperta rivelata dal report è che i pazienti che hanno una vista della natura dal letto d'ospedale hanno bisogno di meno medicine

I mei appunti.

divido in due parti l'articolo: la prima è tra il restringimento dello spazio vitale e dell'aria che stiamo vivendo... ognuno tragga le conclusioni che vuole (dipende dal vostro tunnel di realta). io mi sento di condividere la frase sopra riportata: "in quattro generazioni la nostra famiglia e passata da un capo all'altro in termini di ricchezza monetaria. Ma non sono davvero sicura che le noste vite siano davvero più ricche."

Secondo punto la visione / frequentazione della natura aiuta ad abbassare lo stress (qualsiasi il modo in cui viene misurato?) e che velocizza la guarigione. Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole. per chiunque pratichi la medicina energetica consiglio di fare dei test kinesologico a qualcuno che guarda una costruzione umana e uno che guarda degli alberi. il risultato lo anticipo io: la visione della natura rinforza, quella delle costruzioni dell0'essere umano indebolisce. Anche qui traiamone le differenze.

 

 

Foto di Jens Johnsson da Pexels

Scritto da Manolo Macchetta

Affascinato dalle potenzialità del cervello rimane folgorato dall'uscita di MEMO, nel 1992. Soltando 10 anni dopo inizia però a studiare altre discipline. Nel 2008 apre il suo blog di Content Curation, Cocooa.com e poco dopo anche il portale per sport di lotta e MMA Grappling-italia.com

Scopri tutti gli articoli scritti da manolo su cocooa.com , Grappling-italia.com, TantraMarketing.it ,

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