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Come imparare una lingua straniera
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Come imparare una lingua straniera10 min read

L'articolo in due parole:

Come imparare una lingua straniera? Non ve lo dico io ma ve lo spiegano tutti i più famosi poliglotti: Chris Lonsdale, Tim Ferriss e Benny Lewis .

In questo articolo voglio fare una super riassuntone di quello che ho letto /sentito / provato in giro sull’imparare una lingua straniera. Sono fortunato perchè da esterofilo ho conosciuto molti poliglotti e ho partecipato a seminari decisamente “avanti” rispetto ai classici corsi lenti e scrotoclasti che si trovano in giro.

Tutti propongono il loro metodo per diventare fluidi… ma come al solito la definizione che do io di fluido è diversa: consiglio a chiunque di chiedersi quanto bene vogliono imparare una lingua.

Chris Lonsdale

Parto con Lonsdale perchè è uno dei meno famosi, non è un “iperpoliglotta” ma ha metodo di apprendimento super solido. Il suo libro mi è piaciuto molto.

Chi è Chris Lonsdale e perchè può insegnarci come imparare una lingua straniera

Chris Lonsdale ci propone di imparare a diventare “fluido” in una lingua in 6 mesi, come ha fatto lui. La sua definizione di fluido è il poter usare la lingua nella conversazione senza problemi e capire un’alta percentuale dei vocaboli (non dice espressamente quale è questa percentuale). Non entra nel merito della lingua scritta. Chris Lonsdale ha imparato Mandarino e Cantonese con il suo metodo.

Parto con lui perchè il suo metodo è molto solido, e per mia esperienza tutte cose che ho provato quando ho imparato una lingua e non ho provato quando invece ho fallito.

Sono pronto a scommettere che Chris Lonsdale ha una formazione in PNL. Il termine che usa (modelling) è la prima volta che lo sento nominare in qualcuno che insegna lingue, il tunnel di realtà con cui spiega come imparare (assorbimento inconscio, fisiologia, stato) sono pari pari a quello che racconta John Grinder.

Chris però scava di più di quanto possa fare il co-fondatore della PNL in un seminario non specifico sulle lingue e parla di mindset, di 5 principi cardini e di 7 azioni.

Guardate il video, noi ci vediamo sotto

 

La trascrizione del video, in inglese è qui

I due miti per apprendere una lingua:

  1. Talento – come ormai è noto/un dato di fatto il talento è molto sopravvalutato.
  2. Vivere in una terra straniera – essere immersi nella lingua per se non è funziona. Perchè una persona che sta affogando non impara magicamente a nuotare. Se non parli una lingua sei come in bambino e se ti calano in una conversazione tra adulti non capisci nemmeno di cosa parlano.

Cinque Principi

Concentra sui contenuti che hanno un valore per te.

Attenzione, significato, rilevanza, memoria e come sono interconnesse: ecco le 4 parole da ricordarsi. Perchè si studia 5 anni una lingua a scuola e non si ricorda? perchè non sei interessato!  facile.

Usa la lingua come un mezzo

L’imparare una lingua a meno che sia il tuo hobby (ma qui stiamo parlando di persone che ne sanno almeno già 5 o 6) non deve essere considerato il fine, ma un mezzo. Voglio leggere i libri di miglioramento personale in inglese? imparo la lingua perchè voglio leggere i libri. Sono innamorato delle scandinave? studio la lingua perchè se no la notte ululo. Se si usa questo principio si può usare quello che si sa dal primo giorno.

Prima capire il messaggio e poi acquisisci il linguaggio

Sarà capitato a molti che c’è una fase in cui pur non capendo il contenuto, riuscite a seguire il discorso, una parola qui, una li.. un’espressione, il non verbale. Questo è, secondo Chris Lonsdale (ma è confermato dagli studi di Stephen Krashen, più sotto), uno dei pasaggi più importanti… magari non esce subito ma questa conoscenza “sprofonda” nell’inconscio e poi apparirà quando serve. 100% Modellamento PNL come insegnato da Grinder.

Allenamento del corpo e fisiologia

quando si parla una lingua piuttosto che un’altra si emettono dei suoi diversi. La fisiologia è diversa. abbiamo 43 muscoli nel viso e alcuni sono sotto-utilizzati in alcune lingue. guarda come muove la bocca l’interlocutore, e se parlando uguale hai dolore ai muscoli facciali la strada è quella giusta! Mia nota: Lo stesso vale per l’orecchio che “filtra” fuori alcuni suoni, ma ne parliamo in un’altra sezione quando facciamo riferimento a Tomatis.

Stato

per stato non intendo la nazione, ma stato psico-fisico-emotivo. Se sei incazzato, triste, hai altri pensieri, NON imparerai la lingua come devi perchè il tuo stato non è OK. La buona notizia e che lo stato e facilemente modificabile… Ti ricordi la catena dell’eccellenza? Il nuovo codice della PNL ha un sacco di esercizi per lo aumetare e mantere lo stato al massimo – chiedimi come qui: www.cocooa.com/coaching . Rimanendo in tema di stato: dovete essere pronti a tollerare l’ambiguità per imparare una lingua.

Sette Azioni per imparare una lingua

Ascoltare

E ascoltare tanto… Lonsdale dice di “inzuppare il cervello”. Mettiti in contesti dove ascolti tanto e tanto linguaggio, non è importante se non lo capisci. Acquisisci il ritmo, alcuni schemi, che suono esce dal mucchio.

Significato prima delle parole

Sembra un ossimoro, ma tanta comunicazione avviene attraverso il non verbale (anche se abbiamo già fatto debunking della teoria del 7-38-55 di Mehrabian – vedi qui: https://www.cocooa.com/4300/2012/comunicazione-non-verbale.html) quindi si può capire molto significato prima ancora che arrivino le parole.

Concentrati sul Nocciolo del problema.

Quante parole servono per poter capire l’85% dei vocaboli? 1000… soltanto mille parole. e se il vostro vocabolario sale a 3000 vuol dire che capirete il 98% dei vocaboli.

Lonsdale ci propone un piano:

  • Settimana 1: impara a dire – cosa è questo, come si dice in inglese, non capisco, puoi ripetere. utilizza quindi le prime energie per imparare per fare da volano per imparare altre parole.
  • Settimana 2-3: Nomi, pronomi, aggettivi, verbi comuni – dare, avere, tu, questo, quello, caldo, bello, va bene.
  • Settimana 4: Impare le parole che incollano: congiunzioni, frasi ponte, avversativi etc etc

Con i debiti se e ma (1000 vocaboli: coniugati, maschili, femminie, neutri + i casi non è cosi banale :-P come sembra) mi trovo a concordare. tra l’altro con internet si trovano facilmente con una ricerca ad hoc.

Link: qui poi trovate una lista Favolosa: http://en.wiktionary.org/wiki/Wiktionary:Frequency_lists

Trova un “genitore”.

Cosa vuol dire “genitore” in questo contesto? qualcuno disponibile ad ascoltarti e cullarti come fa un genitore con il figlio. con un po di rapport questa persona capisce ciò che dici anche se questo non è comprensibile per gli altri.

Alcune cose che fa un genitore:

  • Un genitore si sforza di capire quello che dici, e ci riesce anche se è incompresibile ai più.
  • Non corregge.
  • Conferma quello che ha capito usando linguaggio corretto.
  • usa le parole che conosci

Copia le espressioni facciali

Nel modello di Lonsdale la fisiologia è molto importante… copiare le espressioni del viso ha il duplice scopo di “imitare” la fisiologia e di allenare muscoli ma utilizzati

Connessione diretta

Come sappiamo (dalla PNL, ma molte altre scuole di pensiero concordano) nella nostra testa abbiamo un “chunk” di dati (che comprendono informazioni visive, auditive, olfattive, cinestetiche etc etc..) e il nome che gli diamo per comunicare è una trasformazione successiva ( su Whispering in the Wind, John Grinder dedica le prime 60 pagine pagine proprio a questo concetto).

Quando impariamo una nuova parola quindi invece che cercare di collegare parola straniera alla parola italiana e ripetere 300 volte in modo che si crei una strada fino al cervello, facciamo in modo che la parola straniera sia collegata direttamente alla sorgente.

Libro Lonsdale

Lonsdale ha fatto un libro chiamato il terzo orecchio (solo in inglese per ora). Molto bello.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Third_Ear_%28book%29

Critiche all’approccio di Lonsdale

L’approccio di Lonsdale non è esente da critiche: vi posto qui alcuni link

 

Poliglotti in Italia

In italia, forse fedeli alla  tradizione di Mezzofanti, non ci facciamo mancare gli Iperglotti. Grazie a Facebook si sta creando una bella comunità. Parlo di Silvia Virgulti e di Paolo Lampariello perchè entrambi hanno un loro corso che potrebbe essere utile.

Silvia Virgulti

Ho avuto la fotuna di conoscere Silvia Virgulti a un corso e avrla incontrata. è una poliglotta potentissima: ama le lingue e anche solo pensare di studiarne una nuova, coi suoi fonemi e le sue eccezioni è per lei fonte di gioia :-). Nel video che link qui sotto si può vedere come la sua pronuncia sia molto curata.

Con l’apporto di Massimo Mondini hanno prima codificato il suo modello di polilinguismo e poi  modellato alcuni conoscenti della stessa cricca.

Ha alcuni spunti su come imparare la lingua davvero eccezionali e lo studio neurologico a sostegno è davvero importante. Guardate il video, sotto i pilastri del suo modello di apprendimento

Luca Lampariello: Il sognatore Poliglotta

Una delle figure che sta avendo più successo internazionalmente è Luca. Belloccio, molto bravo e con la testa sulle spalle. Sono pronto a scommettere quali siano i vantaggi secondari di esercitare così tante lingue ( probabilemnte a lui il corso del Brioz non serve più di tanto:-)

Mi piace l’approccio di Luca alle lingue: non promette miracoli in pochi giorni (anche se abbiamo visto che con il Michel Thomas Method si hanno grossi risultati) ma i suoi risultati sono consistenti. La mia ragazza polacca ha detto che la sua pronuncia della lingua è pulitissima… Conoscendo in prima persona le complicazioni della lingua e sapendo che Luca l’ha imparato in due anni è prova di quanto il suo metodo funzioni bene su di lui.

I Miti sfatati da Luca

I miti che ha sfatato Luca Lampariello per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue sono:

  • Bisogna vivere all’estero per imparare una lingua. Luca ha imparato le sue 10+ lingue stando a casa in Italia.
  • Ha imparato le lingue da adulto, ed anzi più cresce più impara meglio. La scusa dell’età per non imparare è, appunto, una scusa
  • 30 minuti di apprendimento al giorno. Apprendimento, non studio.
  • Efficenza nell’imparare vs duro lavororo nello studio: la costanza uber alles!
  • Si sente vivo grazie al’uso delle lingue, ma non vive per studiarle. (<— sistema di convinzioni molto interessante)
  • Una volta costruito il nocciolo di una lingua, la usa nella vita comune e c’è l’effetto palla di neve.

Benny Lewis: Fluente in 3 mesi

al momento il Blogger poliglotta più famoso al mondo. Ecco come spiega come imparare una lingua straniera ( e lui varia dall’arabo, al francese, al portoghese) a un TEDx a Varsavia. Nota: Benny sa tante lingue ma cazzo dovrebbe trovarsi una fidanzata/o che gli consiglia i vestiti :-)

Molti non sono sicuri che il livello di Benny sia considerabile come “apprendimento di una lingua”.

Tim Ferris

Poteva mancare Tim “prezzemolo” Ferris in una lista di hacker dell’intelligenza? No e infatti beccateve sto video. sotto parlemo del suo metodo

Sid Efromovich

Non ho trovato molto su Sid a dire il vero se non il suo sito: http://guywiththesmile.com/

ecco il video, più sotto come al solito riassunto è commenti

Stephen Krashen

Krashen ha pubblicato più di 350 tra libri e documenti accademici, ed è uno dei più grandi contributori accademici nel campo dell’acquisizione di una seconda lingua, educazione biligue e lettura. Molti concetti tra cui l’ipotesi di acquisizione-insegnamento, quella dell’input, e dell’ordine naturale sono sue. Crede che la lettura per acquisire la seconda lingua sia un tool molto potente

Link a due suoi libri (in inglese)

Abbiamo Parlato dei metodi per imparare lingue straniere di:

Chris Lonsadale

[schema type=”person” name=”Chris Lonsadale” orgname=”Chris Lonsadale & Associate” jobtitle=”CEO” url=”http://www.chrislonsdale.com” description=”Chris Lonsdale ha creato un ottimo modello per imparare una lingua straniera (nello specifico cinese, mandarino e cantonese)” street=”6/F., Tung Hip Commercial Building, 244 – 248 Des Voeux Road, Central, ” city=”Hong Kong” state=”Hong Kong” country=”CN” email=”coach.chris@chrislonsdale.com” phone=” 852 – 2982 0703″ ]

Foto di Ylanite Koppens da Pexels

Scritto da
Manolo Macchetta
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4 commenti
  • Ciao Manolo, molto interessante l’articolo, anche a me piace apprendere le lingue, nonostante non sia mai stata una cima. Il motivo, da qualche anno l’ho capito, era dovuto al mio modo di pensare e di prestare attenzione. Il sistema visivo occupa come minimo il 60% del mio focus e dei miei pensieri, mentre il sistema cinestesico il 30%. In pratica, per indole o natura, sono più portata verso gli altri due sistemi rappresentazionali. Questa caratteristica all’inizio del mio percorso la vedevo come un handicap, ma poi quando lessi un libro su Mezzofanti, mi resi conto che anche lui elaborava le informazioni nello stesso modo. Ma, a differenza mia, che cercavo in tutti i modo di allenare l’orecchio, Mezzofanti sfruttava i suoi sistemi dominanti , servendosi di strategie ad hoc. Non a caso, l’unica lingua che lo ingrippò fu il Mandarino, proprio perchè non riusciva a crearsi una rappresentazione visivo-cinestesica dei fonemi, delle parole, dei pattern. Sicuramente, un poliglotta del suo calibro, se solo avesse conosciuto il Pinyin, sarebbe diventato fluente nel giro di un paio di mesi. Un altro poliglotta che usa molto il sistema visivo e cinestesico e che mi ha aiutato molto a sviluppare il mio modo di apprendere le lingue è Luca Lampariello. Luca parla fluentemente 12 lingue, tutte con un ottimo accento. E ti assicuro che il fluente di Luca non è il fluente di Ferris o di Lewis. Il livello che Benny raggiunge in 3 mesi per me non vuol dire essere fluente, ed ho sentito Luca dopo un paio di mesi parlare altrettanto “bene”. Questo livello, che per molti è un punto di arrivo, per Lampariello è un punto di partenza. Dopo due mesi, Luca inizia a lavorare con il materiale originale, fino a raggiungere un buon livello in circa 2 anni. La cosa interessante di Luca, ti dicevo, è che nonostante sia uno tra i poliglotti della community con l’accento migliore, i suoi risultati li ottiene prevalentemente con una analisi ed una rappresentazione visiva della fonetica. Alla fine anche nelle lingue nelle quali praticamente è un madrelingua, come l’italiano, il francese, il tedesco, lo spagnolo o l’inglese, Luca mi ha detto che quando parla, in testa vede sempre in forma quasi inconscia il testo con l’analisi fonetica. Questa forma di sinestesia è stata la scintilla che ha permesso anche a me di migliorare notevolmente il mio processo di apprendimento. Quindi, per concludere, secondo me non esiste la strategia migliore in senso assoluto, se non hai il modo di fare di Benny o l’orecchio di Gabriel Wyner, invece di incafonirsi, forse è meglio cercare la via a “sforzo minimo”. Ciao e scusami per qualche errore… come avrai sicuramente intuito, sto ancora lavorando per migliorare l’italiano, che non è la mia madre lingua.

    • Ciao Micaela,
      La miseria, l’italiano NON è la tua prima lingua? vorrei saper scrivere io come te!!! massimo rispetto.
      Tra l’altro mi hai spinto ad approffondire i due italiani che avevo lasciato da parte (sto scrivendo una articolo su Silva Virgulti, che conosco ed è molto brava.)
      credo che una sezione “Italiani” in questo articolo va scritta :-)

  • Grazie mille dei complimenti Manolo, sei troppo buono. Quando scrivo per rispetto dell’interlocutore uso molto google per cercare di rendere le mie frasi il più naturali possibili ed iparare allo stesso tempo qualche espressione tipica. A volte naturalmente prendo fischio per fiasco. Grazie anche per avermi segnalato Silvia. Ignoravo la sua esistenza. Gli unici poliglotti italiani che conoscevo erano Luca ed Emanuele Marini. Dai video devo dire che la Virgulti è molto brava. Il suo inglese è ottimo, il suo accento è molto posh, forse spinge un pò troppo, tanto da dare la sensazione… come si dice… di uno di origini modeste che vuole dare l’idea di essere nobile o di avere tanti soldi. Comunque davvero notevole. Sono contenta che ci sia qualche donna italiana tra i super poliglotti. Purtroppo di Silvia ho trovato solo 4 video, sono veramente curiosa di conoscere il suo modo di apprendere le lingue. Di Luca credo che l’articolo nel quale spieghi meglio il metodo è http://www.thepolyglotdream.com/free-language-learning-series-episode2 . L’Italia è bellissima, attendo con gioia il tuo articolo sui poliglotti italiani. Mi farebbe piacere leggere anche di Emanuele Marini, che è un caso un pò strano. Parla lingue difficilissime molto bene, mentre il suo inglese è a malapena scolastico:-) Ciao

  • Ciao Micaela, complimenti stra-meritati. Come dicevo, questo articolo diventerà sempre più lungo e approffondito con il tempo… ho intenzione di parlare di tutti o quasi i metodi, non solo quelli più markettari (Ferris e Benny in primis)
    Le strategie con cui apprendono le lingue sono diversissime: al momento il modo che sento più in linea con me è quello di Lonsdale, che è molto “ecologico” per la mia mente.
    Emanuele Marini, non lo conoscevo e mi sembra molto bravo, con un approccio tra l’altro diversissimo da quanto credevo fosse la strada migliore (ovvero rispecchiamento della postura e dei suoni). Il suo approccio è super analitico, e sono curioso di sapere cosa gli gira in testa quando “studia” una lingua…
    Ho frequentato il primo corso del metodo della prof virgulti (un prima di questo video che dovrebbe essere il corso Geni delle Lingue): lei pone TANTISSIMO accento sulla pronuncia e la postura. quando parla spagnolo castillano e spagnolo latino sembra due persone diverse. Molto bello anche il modo con cui apprende la grammatica. Spero che a breve esca il suo libro. Da parte mia prometto di tirare giù un po’ di appunti.

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