26 Emozioni che le persone provano ma non sono in grado di spiegare.

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Se ti dicessi che esiste una parola per definire quella particolare nostalgia che si prova per un tempo che non hai vissuto? oppure per descrivere La frustrazione per il tempo che si impiega per conoscere qualcuno?

Introduzione

Ti è mai capitato di provare un’emozione e non avere una parola che la definisse? Oppure di provare sensazioni piccole, personali ma proprio per questo intime e profonde?

Alcune definizioni che mi sono piaciute

Ecco una lista di emozioni che le persone provano ma non sono in grado di spiegare.

  1. Altschmerz: L’affaticamento con le solite vecchie questioni che hai sempre avuto. I soliti noiosi difetti e ansietà che hai masticato per anni.
  2. Anemoia: nostalgia per un tempo che non hai vissuto.
  3. Sonder: La realizzazione che ogni persona che incontri o che semplicemente ti passa davanti ha una vita complessa e ricca come la tua – con i propri sogni, amici, preoccupazioni e piccole manie.
  4. Monachopsis: La sottile ma persistente sensazione di essere fuori posto.
  5. Énouement: Quel sapore Agrodolce di essere arrivati nel futuro, aver visto come le cose sono andate effetivamente, ma non essere in grado di raccontarlo al tuo se passato.
  6. Vellichor: La strana melanconia che hanno i negozi di libri usati, che in un certo senso sono imbevuti del passare del tempo e di cui tu non potrai mai avere il tempo per leggerli tutti.
  7. Rubatosis: La consapevolezza, preoccupante, di sentire il proprio battito del cuore.
  8. Kenopsia: Quell’angosciosa, desolata atmosfera che ha un luogo che di solito è straripante di gente ma adesso è abbandonato e silenzioso.
  9. Mauerbauertraurigkeit: Quell’impulso non spiegabile di allontanare le persone da sè, comprese anche gli amici più cari a cui vuoi bene.
  10. Jouska: Una conversazione ipotetica che reciti in maniera compulsiva nella tua testa.
  11. Chrysalism: Quella tranquillità, come essere immerso nel liquido aminiotico, di essere al coperto quando fuori c’è una tempesta.
  12. Vemödalen: La frustrazione di fotografare qualcosa di davvero strepitoso, quando sai che esisteno altre migliaia di foto identiche.
  13. Anecdoche: Una conversazione in cui tutti parlano e nessuno ascolta.
  14. Ellipsism: La tristezza nel sapere come finirà la storia.
  15. Kuebiko: Uno stato di sfinimento ispirato da atti di violenza senza senso.
  16. Lachesism: Il desiderio di essere colpito da un disastro – sopravvivere un incidente aereo, perdere tutto in un incendio, cadere in una cascata – per rendere più tagliente il percorso della propria vita.
  17. Exulansis: La tendenza di smettere di parlare di un’esperienza perchè le persone non sono capaci di comprendere.
  18. Adronitis: La frustrazione per il tempo che si impiega per conoscere qualcuno.
  19. Rückkehrunruhe: La sensazione di tornare a casa dopo un viaggio che ti ha stimolato tutti i sensi solo per accorgerti che sfuma rapidamente dalla tua consapevolezza fino al punto che devi sforzarti per tenere a mente che questa cosa è davvero successa, nonostante fosse cosi vivida solo qualche giorno fa.
  20. Nodus Tollens: La comprensione che il copione della tua vita non ha più nessun senso per te.
  21. Onism: La frustrazione di essere intrappolato in un corpo soltanto, che abita un solo luogo alla volta.
  22. Liberosis: Il desiderio di interessarsi meno delle cose.
  23. Occhiolism: La comprensione della piccolezza della tua prospettiva.
  24. Wytai: una caratteristica della società moderna che di colpo ti accorgi essere grottesca – dagli zoo, al bere il latte.
  25. Zenosyne: la sensazione che il tempo continua a passare più velocemente.
  26. Kairosclerosis: il momento in cui ti accorgi di essere felice, e in cui tenti in maniera cosciente di assaporare la sensazione, che obbliga il tuo intelletto a identificarla, catalogarla e metterla nel contesto, dove lentamente scompare fino al momento in cui è poco più di un retrogusto.

La sfida:

La sfida che lancio nel video è solo una parte del digital detox (più informazioni qui: – link ) Te la riassumo:

  1.  Da 1 a 10 quanto ti senti bene/ felice / al sicuro?
  2. Vai su Facebook e metti unfollow a ogni persona che si lamenta sempre, e a ogni pagina che rafforza le tue paure, le tue rabbia, le tue preoccupazioni. Con unfollow /smetti di seguire rimarrai amico fan, ma non ti verrà spammato il profilo. Ecco come si fa :
  3. ogni volta che una pagina o una persona posta due volte un post negativo metti unfollow.
  4. dopo 30 giorni rifatti la domanda: Da 1 a 10 quanto ti senti bene/ felice / al sicuro?
  5. calcola la differenza e trai le conclusioni

Immagini:

Fonte:

The Dictionary of Obscure Sorrows, un blog – oramai non più aggiornato – che dà nomi e definizioni a sensazioni non hanno una, ma che ne avrebbero bisogno.

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