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Feedback Analysis – La lezione di Peter Drucker per crearsi dei Big Data personali
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Feedback Analysis – La lezione di Peter Drucker per crearsi dei Big Data personali9 min read

L'articolo in due parole:

Peter Drucker risponde a due domande: Come può quindi una persona rimanere al passo coi tempi?
Come fa questa persona a prendere la giusta decisione riguardo quale direzione prendere per il futuro?
La risposta è “conosci le tue forze e le tue debolezze” e da questo spunto ha generato uno strumento molto utile per farlo: la Feedback Analysis

La maggior parte delle persone crede di sapere in cosa è bravo.
Di solito sbagliano.
Più spesso le persone sanno in cosa non sono bravi – e anche li, e ancora più persone, sbagliano
— Peter F. Drucker

 

Ho scoperto la lezione di Peter Drucker sul “Gestire se stessi” da poco, ma me ne sono innamorato. Faccio un’eccezione alla regola che vuole che prima testi su di me almeno 2 anni una nuova teoria prima di parlarne per una ragione che magari scopri durante la lettura.

Come sappiamo quali decisioni prendere?

Qual’è il tratto comune dei cosidetti “great achievers (persone a efficenza straordinaria)” ?
La capacità di sapersi gestire, che va dal crearsi delle abitudini produttive al avere un mindset corretto passando per altri mille argomenti, in cui parleremo in separata sede.
Peter Drucker propone una ricetta, che candidamente ammette non essere nemmeno sua ma di un autore tedesco del ‘400. Il suo valore aggiunto è l’averla scovata, modernizzata e creato un protocollo di approfondimento.

Il contesto della nascita della Feedback Analysis

Facciamo un passo indietro e contestualizziamo il mondo degli anni 60, quello a cui Drucker fa riferimento (ci servirà dopo). Nel quadro generale ricordiamo anche che Druker è nato nel 1909 in Austria, ma è emigrato in Usa poco prima della seconda guerra mondiale (qui la sua biografia su wikipedia )

Per Druker, in passato era raro che le persone dovevano davvero capire quali erano i loro punti di forza. Per la maggior parte, l’essere nati in una determinata posizione sociale o vivendo in un determinato ambito lavorativo, il destino era scritto sin dall’inizio della loro vita. Il figlio di un carpentiere sarebbe diventato un carpentiere, il figlio di un muratore sarebbe diventato un muratore e via discorrendo…

Ma nell’era recente, abbiamo davvero un sacco di scelte, come mai prima d’ora, e queste diventano paradossalmente inabilitanti se non si hanno sviluppate delle abilità per la decisione.

Molte professioni sono sparite, molte altre sono nate… La scolarizzazione universitaria è esplosa, le possibilità di carriera sono aumentate a vista d’occhio così come il numero di scelte per il professionista medio.  Non è raro vedere un lavoratore cambiare tipologia di carriera (non azienda) almeno un paio di volte nella vita. Nessuno se ne stupisce, ed anzi i millenials hanno davanti a loro uno scenario molto più liquido.

Come può quindi una persona rimanere al passo coi tempi in un mondo che cambia a velocità esponenziale?

E, ammesso che questa persona riesca a uscire dalla zona di confort e prendere la decisione di reinventare sé stesso, come fa a prendere la giusta decisione riguardo quale direzione prendere per il futuro?

Punti di forza vs Punti di debolezza

Ecco il suggerimento di Peter Ducker:

puoi realizzarti anche solo grazie ai tuoi punti di forza e non grazie alle tue debolezze.”

Sembra la scoperta dell’acqua calda ed è persino opposto del tema di questo blog (ovvero il miglioramento personale) e in contrasto con la filosofia stoica che mi sta appassionando sempre di più, ma la cosa ha il suo senso se ci ricordiamo del contesto e del momento in cui questa strategia va utilizzata:

  • nei momenti in cui devi prendere la decisione più sicura,
  • quando devi fare qualcosa per sistemare una situazione nel breve termine
  • nei momenti in cui affronti un plateau nella tua vita,
  • nei momenti in cui non puoi permetterti di fermare tutto per metterti a studiare,
  • quando stai iniziando con la tua nuova vita e hai davanti a te un milione di scelte, che spesso impediscono l’azione.

Drucker dice che per ritagliarsi uno spazio in questo mondo dalle opportunità senza precedenti devi essere in grado di coltivare una profonda conoscenza di te stesso. Devi capire quali sono i tuoi punti di forza più preziosi e le tue più grandi debolezze.

Per questo motivo includo questo pensiero su cocooa. Per Dricker èuoi raggiungere l’eccellenza vera e duratura soltanto quando agisci prendendo spunto dai tuoi punti di forza, tenendo conto delle limitazioni causate dalle tue debolezze. Per me questa affermazione è discutibile e comunque non così importante rispetto al processo che permette di sviluppare questa consapevolezza.

Come fare a sviluppare questa consapevolezza dei propri punti di forza e delle tue debolezze?

Ma ecco la domanda da un milione di dollari: “Esattamente, come possiamo gestire noi stessi?” “Come fare a sviluppare questa consapevolezza dei propri punti di forza e delle tue debolezze?

Peter Drucker ha sviluppato questo modello, che trovo potentissimo anche su spazi più brevi dei 12 mesi proposti nella ricetta Drucker.

Feedback Analysis

3 faccine - feedback analysis

Come funziona la Feedback Analysis: ogni qual volta che devi prendere una decisione o fare un determinato azione, scrivi su un foglio quello che credi possa succedere di conseguenza. Poi, dopo nove o dodici mesi, confronta i risultati attuali (quindi ciò che è realmente successo) con le tue aspettative e prendine nota.

Una volta fatto questo dovrai cercare degli schemi nel tuo comportamento ponendoti le seguenti domande:

  • Quali risultati hanno portato le tue abilità?
  • Quali abilità dovrai migliorare per ottenere i risultati che desideri?
  • Quali abitudini improduttive ti stanno frenando dall’ottenere l’obiettivo che desideri?

Feedback Analysis & Bullet Journal

Se tieni un Bullet Journal ( o anche un “quasi-bullet-journal) è facilissimo tenere traccia:

  • Crei una raccolta con tutte le domande che ti poni e su cui hai preso una decisione
  • Creati l’appuntamento per la risposta a sei mesi e a un anno
  • Segnati nel mese in cui hai preso la decisione (o un’altra raccolta) i risultati che speravi di ottenere
  • Controlla se aspettative e realtà coincidono

Tempi per diventare esperti di se stessi

Drucker ha fatto pratica con la Feedback Analysis per 20 anni, e si è detto sorpreso dei risultati ottenuti ogni volta. Per esempio, ha capito di avere un’intesa istintiva con le persone esperte di un mestiere ma che non riesce a ragionare con chi tende a generalizzare sulle cose.

Io mi sono accorto quante concessioni di “pochi minuti ” facevo ai miei clienti e di quanto questi pochi minuti sono effettivamente ore… e non ho avuto bisogno di 20 anni, ma pochi mesi.

Questa conoscenza poteva raggiungerla in maniera istintiva? certamente, e probabilmente già lo sapevo… ma quante energie mi ha liberato non dover tener impegnato un chunk nella mia testa per ricordarmi questo? Che soddisfazione è sapere che intuizione e fatti sono allineati? E’ quando c’è discordanza quanto vale questa informazione?

Feedback Analysis: tempi minimi

Drucker afferma che se fai pratica costantemente con questo metodo, dovresti avere un’idea abbastanza buona sui tuoi punti di forza in circa tre anni. Questo ti mostrerà in quali campi non sei competente e in quali altri non hai nessun punto di forza e non potrai realizzarti.

Big Data umani

Big data umani

I big data, ovvero la raccolta di ogni tipo di informazione sul consumatore sono l’oro dell’era dell’informazione. Facebook, Google, Amazon sanno dei tuoi schemi comportamentali più di quanto ne sappia te stesso. E’ li la loro vera forza, che gli permette di avere futuro, la pubblicità e solo uno dei modi di monetizzare la conoscenza.

Tim Ferris dice a più riprese di essere certosino nel tenere traccia di tutto quello che fa e dei risultati ottenuti. E infatti è diventato milionario riproponendo i risultati di questi esperimenti.

Domande per tirare fuori un senso dai Dati

Se non sei in grado di distinguere le informazioni dai dati, e gli schemi di comportamento dall’informazione singola il lavoro perde molta della sua efficacia.

Ecco alcune domande che ti aiuteranno a sviluppare una consapevolezza profonda dei tuoi punti di forza ad un livello pratico. (Andremo poi più nel dettaglio su questo argomento in un post futuro).

Ho utilizzato le Domande tipiche (quindi contesto aziendale / lavorativo) ma come sarebbe se si facesso lo stesso lavoro anche in ambito life? Quanto migliore sarebbe la nostra vita?

per facilitare puoi sostituire la parola azienda con famiglia o vita o quello che preferisci.

Come lavori?

  • Assimili meglio le informazioni leggendo o ascoltando gli altri discuterne?
  • Ottieni risultati migliori prendendo decisioni o consigliando gli altri?
  • Preferisci lavorare in un ambiente prevedibile oppure sei più prolifico in un ambiente stressante ed ambiguo?

Quali sono i tuoi valori?

  • Quale credi che sia la tua responsabilità più grande al fine di vivere una vita degna?
  • L’etica della tua azienda è in linea con i tuoi valori? Se non è così sei destinato ad avere una carriera costellata di frustrazioni e ad avere uno scarso rendimento nel tuo lavoro.

Quale dovrebbe essere il tuo posto?

Prendi in considerazione i tuoi punti di forza e il tuo stile di lavoro preferito: in quale tipo di ambiente lavorativo credi di poterti trovare meglio?

Rispondi a questa domanda nella maniera più corretta e ti trasformerai da attore mediocre ad una vera e propria star nel film della tua vita.

Con cosa puoi contribuire alla tua azienda e/o al tuo ambiente lavorativo?

Considerando le risposte alle precedenti domande:

  • Decidi con cosa puoi contribuire nel modo migliore alla tua azienda.
  • Una volta che avrai deciso questo, capisci qual è il modo migliore per dare questo contributo. Pensa al di fuori dei vincoli che il tuo ruolo attuale ti impone. Sii creativo se devi.

Ecco il punto: nella società informatizzata di oggi, ogni persona è responsabile della sua carriera e della direzione che essa prenderà.

Così come una persona ha le possibilità di essere felice e soddisfatta della sua posizione nel mondo.

Conclusioni chiave

Drucker afferma che essere un ottimo performer richiede lo sviluppo di una consapevolezza profonda delle proprie debolezze e dei propri punti di forza.

Il modo per ottenerla è attraverso la Feedback Analysis, la quale fornisce una visione d’insieme sia delle forze che delle debolezze di ognuno di noi.

Se pensi al tuo lavoro

L’era informatica in cui viviamo oggi offre agli impiegati di concetto più scelte rispetto a quanto accadeva in passato. Trai vantaggio da questo e decidi in che modo contribuire alla tua azienda ponendoti le seguenti domande:

  • Come lavori?
  • Quali sono i tuoi valori?
  • Quale dovrebbe essere il tuo posto?
  • Con cosa puoi contribuire alla tua azienda e/o al tuo ambiente lavorativo?

Se pensi alla tua vita:

  • Vuoi diventare una vera star? Puoi.
  • Vuoi avere un’occupazione interessante ed appagante? Puoi.
  • Vuoi fare la differenza in questo mondo? Puoi.

Il segreto è avere una consapevolezza profonda dei tuoi punti di forza, di chi tu sia e del modo in cui lavori. Una volta che l’avrai, dovrai solo capire come fare leva su questi punti di forza per contribuire al miglioramento della vita nella maniera più efficace ed efficiente possibile.

Sarà facile? Probabilmente no.

Ne varrà la pena? Credo proprio di si!

Condividi le tue idee a riguardo nella sezione commenti qui sotto: non vedo l’ora di sentire che cosa ne pensi. :-)

Scritto da
Manolo Macchetta
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