Feynman Technique: impara ogni cosa con il metodo messo a punto da Feynman

Scroll this

Richard Feynman è stato uno dei più famosi fisici della storia e mente brillante da ascoltare e leggere anche fuori dal suo campo.

Nobel nel 1965, creatore dei diagrammi che portano il suo nome, amante della musica e delle donnine discinte che dipingeva è conosciuto come il “Great Explainer” (che non traduco nell’orribile “il grande spiegatore”)  per la sua abilità di insegnare argomenti densi e complicati in maniera comprensibile a tutti

E’ anche autore di un buon  numero di libri

Ma nella sua biografia (a cura di James Gleick) che viene citata la sua tecnica di apprendimento, chiamata appunto Feynman Technique.

” Ha aperto un quadernone, su cui scrive il titolo in grosso: quaderno delle cose che non so. Per la prima, ma non ultima volta, ha riorganizzato la sua conoscenza. Ha lavorato per settimane a smontare ogni branca della fisica, oleare le parti, rimettere insieme i pezzi per trovare spigoli e inconsistenze”.

La Feynman Technique è perfetta per acquisire conoscenza su una nuova idea, comprendere meglio informazioni acquisite o semplicemente

Elon Musk scrive in un AMA su reddit:

Credo che il più delle persone possa imparare molto di pù di quello che pensino. Si sminuiscono senza nemmeno provare.

Un consiglio:

E’ importante vedere la conoscenza come una sorta di albero semantico – assicurati di capire bene i principi fondamentali (tronco e rami) prima di metterti sulle foglie /dettagli altrimenti non ci sarà nulla su cui possano appoggiarsi. “

Nota: leggere, pensare e imparare non sono sinonimi.

Feynman Technique nel dettaglio

Non so che cosa non va nella gente: non imparano capendo; imparano in altri modi – meccanicamente o giù di lì.
Il loro sapere è così fragile!
– Richard Feynman

Cosa serve

Prendi un quaderno, possibilmente nuovo e tutto il materiale sull’argomento che hai, questo include quindi sia i libri di testo che altri quaderni su cui fate gli esercizi.

Mettiti in uno stato di concentrazione (usa la pomodoro technique o quello che preferisci) e parti:

scegli-argomento

Scegli il concetto.

Scrivi in alto nella pagina quello che vuoi impare. E’ consigliabile scrivere quello che già sai sull’argomento, quello che non sai (ma di cui sei a conoscenza esistere)

spiegare-per-capire-meglio-per-capire

Spiega a qualcuno questo concetto

Puoi anche fare finta di spiegare questa cosa, ricordati che il tuo interlocutore (vero o virtuale) è totalmente ignorante della materia e ha 6 anni. Devi rendere il tutto il più facile possibile, senza banalizzare: questo serve per farti auto-analisi e capire quali sono le aree con più frizione.

Personalmente trovo utile raccontare tramite metafora il funzionamento delle cose. Quando davvero non palleggio l’argomento come dovrei, mi perdo dei pezzi, non trovo la metafora corretta… e uso questo come cartina a tornasole. Quando questo succede il modello suggerisce di

Tornare sui libri non appena ti incarti

Non ti ricordi tutto, non sei in grado di spiegarlo con scioltezza? è ora di tornare sui libri e studiare il pezzo.

Semplifica

E’ l’essere in grado di semplificare una cosa al massimo l’apice della conoscenza, non il renderlo difficile…

Rendere troppo difficile una argomento non va bene, ma anche semplificare troppo è un errore cosi come il banalizzare un argomento. La strada in equilibrio tra questi due estremi è quella da seguire.

C’è una citazione riferita ad Einstein:

“Everything should be made as simple as possible, but no simpler.”

“Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplice di così”

Su molti siti si trova una traduzione errata: “Bisognerebbe rendere tutto il più semplice possibile, ma non troppo semplice.” che secondo me non ha senso se non giustificare l’incapacità a spiegare.

Connetti

Essere in grado di connettere ogni informazione ad altre già esistenti è un enorme vantaggio. In questo caso Leonardo Da Vinci insegna per l’ennesima volta (vedi il libro Pensare come Leonardo) e le mappe mentali sono lo strumento adatto.

Cicla all’infinito

non c’è limite di quanto si possa salire di livello o scendere nel dettaglio della conoscenza.

Fonti:

Submit a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares