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Cosa è, come creare & gestire un Mood Tracker.
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Cosa è, come creare & gestire un Mood Tracker.4 min read

L'articolo in due parole:

Il mood tracker è – essenzialmente – una tabella in cui si tiene traccia dei vari stati d’animo durante la giornata / settimana. Perchè allora ne parlo?

Quello che otteniamo dentro di noi si riverbera sulla realtà esterna

– Plutarco

Oggi parliamo del Mood Tracker / Diario Emozionale. Qualche annetto fa trovo sul mio feed di facebook una foto di una pagina di un diario di una ragazza. La particolarità che mi ha colpito di quella pagina è che la ragazza aveva disegnato una griglia e la stava colorando con dei colori che corrispondevano al suo umore.

Dato che in quei tempi stavo cercando di capire se il Bullet Journal faceva al caso mio ho segnato la cosa sul diario e poi l’ho lasciata un po’ da parte.

A inizio 2018, trovato il mio equilibrio con la mia versione del Bullet Journal (l’ho chiamata BouBou Journal e ne parlo qui) ho iniziato a recuperare molte cose lasciate indietro, ed ecco che trovo il nome al disegno della ragazza: Mood Tracker.

Scopro anche che il mood tracker è stra-usato tra chi mantiene un BuJo. Ottimo.

Cosa è un mood tracker

Il mood tracker è una tabella in cui si tiene traccia dei vari stati d’animo durante la giornata / settimana.
Tipicamente la frequenza con cui si segna lo stato d’animo è giornaliera, ma esistono casi interessanti in cui questa diventa oraria. (ne parlo qui).

Perché il mood tracker è interessante.

Se guardiamo dal punto di vista medico sembra che il mood journal sia stato usato per aiutare a far uscire dalla depressione le persone. Credo che in questo caso si parli di mood (umore) e non di stato d’animo, ma la differenza è sottile e non è il luogo per parlarne.

Se invece lo guardiamo dal punto di vista del miglioramento personale il MT ha dei vantaggi su molti altri sistemi di tracciamento:

  • E’ Veloce
  • E’ semplice da compilare
  • Importante per autoanalisi

Gli effetti del tener traccia del proprio umore sono ovviamente generativi se si ha il tempo di studiarli un po’

I rischi che vedo nell’ uso di un mood tracker.

Rischio 1: Generalizzare

Generalizzare le tante cose successe in una giornata in una sola definizione.

Soluzione:

  • dividere la giornata in più check point (io sono arrivato a fare un controllo ogni ora)
  • Invece che dare un nome allo stato, dategli un voto (da 1 pessimo a 10 perfetto)

Rischio 2: Limitare le emozioni

Rischiare di limitare l’infinito ventaglio di emozioni in un limitato numero di definizioni.

Soluzione:

  • Prendersi un bel vocabolario e studiarsi almeno 50 stati d’animo. Se il nostro mondo è limitato dalla nostra mente e dalle nostre parole… espandiamolo!
  • Iniziare con le 5-10 emozioni e OGNI giorni aggiungerne una.. essere triste è uguale a essere melanconico? Avere della melanconia è uguale a avere l’uggia?

Rischio 3: Diventare vittima

Attenzione al cadere nella trappola di  credere che il nostro stato psico-fisico-emotivo non dipenda da noi.

Siamo noi gli unici responsabili del nostro stato psico-fisico-emotivo. Se non hai questa cosa in testa come punto fisso NON fare un mood tracker

Soluzione:

Quando provi un’emozione “negativa”, sai come gestirle? Prima ancora di iniziare un Mood Tracker, studia un metodo per gestire queste emozioni … Tecniche di Rilascio / Sedona Method? Mindfullness? State Builder del New Code? Ci sono mille metodi.

Rischio 4: Nominalizzare le emozioni.

Per definizione le emozioni non sono stabili, ma hanno dei picchi e delle valli.E’ proprio questo alternarsi che crea la sensazione. Se ci colleghiamo al rischio 1 sopra nominato, c’è la possibilità che una persona che segna per 3 giorni di seguito “provo una sensazione di pressione” traduce in sono sotto pressione / sono stressato. Questo tipo di errore è molto tipico nel pensiero umano e infatti nel metamodello (PNL) si hanno dei sistemi per scongiurare questa “cristalizzazione” di un’emozione.

E quindi?

La gestione del proprio stato è vitale in ogni nostra azione (sposo appieno la presupposizione del New Code) cosi come è utile riconoscere i propri pattern e lavorare anche su di essi. Ma una volta individuati cosa possiamo fare?

Gestione stato

Esistono moltissimi esercizi per la gestione dello stato (dal New code, all’uso delle sottomodalità, Sedona method, o anche “semplice” meditazione…)

Come si innesta il Mood tracker con altri sistemi di diario

Uno dei successi del Mood Tracker è il fatto che si innesta molto bene in un sistema come il Bullet Journal.

Rimane il fatto che basta anche un foglio A4 con 365 caselle ed il gioco è fatto

Riassumendo

Personalmente ritengo che sia Ok se usiamo il Mood tracker come traccia (vedi articolo sui Big Data personali) per scoprire i nostri schemi e poi agiamo nella direzione di correggere e migliorarli.

E’ sconsigliato se questo questo tracciare diventa uno strumento per piangersi addosso o trovare scuse o peggio ancora catalogarsi con un’etichetta.

Galleria di Mood tracker.

trovati sopratutto su Pinterest

 

Mood Tracker App per Smartphone

Ce ne sono 70 milioni. basta cerca “mood” su uno store qualsiasi

Link Utili

 

 

Scritto da
Manolo Macchetta
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