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Il Sedona Method – Cosa è e come funziona.
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Il Sedona Method – Cosa è e come funziona.5 min read

L'articolo in due parole:

Sedona method è uno dei sistemi di rilascio più famosi . L’attuale figura di riferimento è Hale Dwoskin- Vi spiego qual’è la procedura del metodo

Nell’articolo in cui parlavo del perdono (Perchè perdonare: Cosa ci impedisce di farlo e perchè ne abbiamo bisogno) ho citato delle tecniche come l’hoponopono, l’EFT, e il Rilascio.

L’Eft è strafamoso, l’hoponopono lo sta diventando, manca invece qualche tecnica di rilascio. Il Sedona method è uno dei sistemi di rilascio più famosi (specie dopo essere apparsi nel minestrone: The secret“). L’attuale figura di riferimento è Hale Dwoskin, che ha preso le redini del sistema creato da Lester Levenson dopo la sua morte nel 1994.

Breve storia del metodo Sedona

Il Sedona Method è stato concepito da un ingegnere chiamato Lester Levenson. Leggenda dice che Lester, malato terminale nel 1952, abbia avuto un’illuminazione: forse si sarebbe dis-ammalato lasciando andare tutte le emozioni e i sentimenti negativi. Per 22 anni ha continuato a migliorare il metodo e le proprie teorie. Nel 1974 incontra Hale Dwoskin, allora un giovane alla ricerca di risposte. Diventati amici, hanno incominciato a lavorare insieme. Nel 2003, Dwoskin pubblica il libro: The Sedona Method: Your Key to Lasting Happiness, Success, Peace & Emotional Well-being.

Commenti Personali

Mi piace molto il Sedona. Si può applicare un po’ su tutto (tipo Eft) ma se facciamo riferimento all’articolo Funzionare, Fluire, Brillare. credo che sia perfetto per renderci fluidi e brillanti. Continuo a consigliare l’immagine di sé come primo esercizio assoluto.

Secondo me la forza del Sedona sta infatti nel protocollo di rilascio e nella sistemicità di esso più che nella metodologia di rilascio vero e proprio (le cose che propone Hack sono “più veloci” per esempio).
Una metafora/similitudine che uso spesso per descriverlo a chi conosce l EFT (e fortunamente lo conoscono in tanti) è questa: se l’Eft è come lo scalpello che toglie i pezzi da un blocco di marmo fino a tirare la figura celata al suo interno, il Sedona è la carta abrasiva che si usa per lisciare suddetta scultura.
Secondo me i due sistemi si integrano benissimo (potrei sbagliarmi, o potrebbe essere che i trainer di una o dell’altra disciplina tirino acqua al loro mulino :-)

La procedura

Non ho seguito nessun training in italiano (e leggendo questo post potete trarre le vostre decisioni se farlo in italiano o dalla sorgente originale americana) ma “solo” l’audio corso (+libro) in inglese, quindi è probabile che alcune mie traduzioni non siano uguali a quelle ufficiali nella lingua di Dante – poco male, alcune sfumature sono personali. Sotto al post farò uno specchietto per gli anglofoni cosi potrete usare la formula che preferite.

Gli autori (nel caso specifico Hale Dwoskin) dicono che il processo libera la naturale abilità di rilasciare le emozioni permettendo di dissipare le energie compresse nel subconscio. Qualsiasi cosa essa voglia dire sembra bello.

Passo 1 del Sedona – Contatto

Concentrati su qualcosa su cui vorresti sentirti meglio quando ci pensi, e poi permetti a te stesso di sentire qualsiasi emozione fuoriesca in quel momento

Passo 2 – Potrei…

Chiedetevi una delle tre cose (ognuno è diverso e può preferire una formula invece dell’altra):

  • Potrei lasciar andare questa sensazione ?
  • Potrei permettere a questa sensazione di essere qui?
  • Potrei accettare questa sensazione ?

Lo scopo è capire che è possibile fare qualcosa. potete rispondere Sì o No, entrambe sono accettabili. Ponderate la risposta evitando un dibattito col dialogo interno (anzi il mio consiglio e di “rilasciare” anche quello).

Nota: Anche soltanto concentrarsi sulle proprie sensazioni crea un cambiamento. Spesso “evaporano” o perdono intensità. Gli autori dicono che la causa è tutto il tempo che noi combattiamo e sopprimiamo quelle emozioni, creando frizioni. Accettandole, invece, queste circolano e poi vengono rilasciate

Passo 3 – Lo farei ?

Qualsiasi sia la domanda (e la risposta) al passo2 chiedetevi

  • Lo farei ?

(nel senso: ho la volontà/desiderio di lasciarlo andare) se siete dubbiosi le prime volte potete usare la formula: Preferirei avere questa sensazione oppure preferirei essere libero?
Quella che sia la risposta (SI / NO) procedete al passo 4

Passo 4 – Quando ?

chiedetevi

  • Quando?

(con la risposta implicita: adesso :-)

Passo 5 – Loop !

Ripetete dal passo 1 fino a quando vi sentite leggeri.  Se non siete molto sensibili, all’inizio, non sentirete molto, ma già dopo 2-3 passaggi vi accorgerete che a ogni passaggio c’è più “leggerezza” (non so come descrivere questa sensazione). Persistendo un po’, i risultati diventeranno tangibili e vi accorgerete di essere una macchina a rilascio continuo :-)

Suggerimenti: dato che il concetto di rilascio per me non era per nulla facile :-) nell’audio fanno l’esempio del tenere in mano una biro. Tenerla in mano non è una grossa fatica, se invece incominciamo a stringerla forte (creando resistenza) inizia a essere fastidiosa. Stringete, stringete, fate un respiro e poi mentre espirate lasciate andare la presa. La mano si aprirà dolcemente e la biro potrebbe cadere. Credo che non sia mai stato tanto bello lasciar cadere qualcosa. Le prime volte ho fatto l’esercizio della biro con le 3 frasi di set up di sopra e mi è molto servito. Fatelo anche voi se siete “rigidi” nel rilascio

Tutto qui?

Sì, tutto qui. il sistema è davvero “facile” – quasi deludente nella sua semplicità… ma come dicevo all’inizio: secondo me la forza del Sedona sta infatti nel protocollo di rilascio e nella sistemicità di esso più che nella metodologia di rilascio vero e proprio. Quindi il mio consiglio è di recuperare il corso e seguire le lezioni passo passo. Su Amazon costa 265 Dollari, che non sono noccioline, ma se pensate che tempo fa il dollaro era 1.e rotti euro e adesso e molto meno… ci penserei per il compleanno /natale

Ecco le tre frasi del Sedona method in inglese

  • “Could I let this feeling go? Could I just let this feeling be here? Could I welcome this feeling?
  • Would I? Am I willing to let go?”
  • When?

Foto di Brianna Martinez da Pexels

Scritto da
Manolo Macchetta
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14 commenti
  • Non capisco ma non riesco più ad usarlo? Cosa devo fare? Il sistema delle domande come funziona esattamente?

    Ha qualcosa di simile con i sistemi di Gurdjeff? Mi sa di si infatti mi sembra che quando mi concentro solo sull’emozione e contemporaneamente sul momento presente senza farmi le domande ottengo il risultato di un rilascio tensionale bah

  • cosa significa? secondo me la forza del sedona sta infatti nel protocollo di rilascio e nella sistemicità di esso più che nella metodologia di rilascio vero e proprio.

  • Torno sul Sedona. E’ un sistema ottimo, che ho studiato ed applicato solo da autodidatta (purtroppo). Se c’è qualcuno interessato allo studio-pratica, si faccia avanti:)

  • Ciao Gianni, grazie per il link.
    di solito non passano questo tipo di messaggi (al limite dello spam) ma credo che l’hai postato in buona fede.
    nota a tutti gli altri: solo perchè ho lasciato questo link non vuol dire che potete metterlo anche voi ne che condivido quello scritto sul sito linkato.

    ciao

    • Diciamo che le voci interiori negative sono il dialogo interno…
      lo sono anche se positive:-)
      e lo sono anche se non sono parole, ma suoni….

      comunque il rilasciare il dialogo interno negativo PUO’ funzionare… ma io fare il rilascio sulle sensazioni (e non solo releasing, ma anche un po di esercizi di alta performance presi dalla PNL e/o EFT se la sensazione è forte…)

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