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Zaryadka – la ginnastica articolare russa
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Zaryadka – la ginnastica articolare russa10 min read

L'articolo in due parole:

In tre parole La zaryadka è semplicemente ginnastica articolare… semplicemente perchè Massimo sa come farla e come spiegarla. E le articolazioni ringraziano…

logo del dvd zaryadka di massimo mondiniMassimo Mondini è una potenza della natura. Non solo ha studiato il funzionamento del corpo umano, non solo ha un background marziale e di sport di combattimento, non solo sa estrarre le strategie interne degli persone, non solo allena persone che eccellono nei rispettivi campi (dai cantanti agli sportivi), non solo è aggiornato sugli ultimi sviluppi del miglioramento personale, ma fa anche dei prodotti coi CONTROCAZZI.
Sì, “controcazzi” è la parola che per me meglio descrive i suoi video (anche se qui particolare parlo della Zaryadka).

Introduzione

Ok, concordo, l’intro vi sembra troppo esaltante per essere vero? Mi spiace, ma sono davvero pochi i prodotti che superano le mie aspettative (e di roba ne provo tanta, in Italia e all’estero). Quelli del Mondini sono tra questi. In tre parole: La Zaryadka è semplicemente ginnastica articolare. Dico “semplicemente” perché Massimo sa come farla e come spiegarla. E le articolazioni ringraziano…
Probabilmente la scuola russa (da cui la routine prende il nome) ha molti segreti che ancora non sono arrivati in Italia, ma il modo in cui li ha organizzati Massimo, dandogli una sequenza e aggiungendo esercizi di altre scuole, credo renda questo dvd un prodotto unico nel suo genere (mi riserbo il beneficio del dubbio poiché non conosco il mercato russo).
Nota per chi è avvezzo alle strutture linguistiche: notate la precisione linguistica che usa in più punti.

Il video

Perché praticare la Zaryadaka?

I miglioramenti sono tangibili già facendo la routine 3 volte a settimana (meno di quanto consiglia).
Se fate sport di combattimento (dal brazilian jiu-jitsu alla muay thai) noterete grossi cambiamenti nei movimenti, nell’apprendimento motorio delle tecniche, nonché una diminuzione drammatica di traumi.

Se non praticate sport, invece, sarete stupiti dell’aumento della percezione corporea (vi aggiungo un MIO segreto: mantenete il più possibile questa consapevolezza anche durante gli esercizi e capirete meglio cosa intende Tolle con le sue frasi di “the power of Now / il potere dell’Adesso“),  dal potenziamento dei muscoli, e dall’eleganza dei movimenti che acquisirete. Una volta mi è stato chiesto: “Ma tu, Manolo, hai fatto danza classica? Sai, vedo che ti muovi con un certo non so che…” Io ho ringraziato e pensato: “‘Sta rincoglionita, sono l’uomo di cartone da quanto sono rigido…” In seguito, però, ho fatto un secondo pensiero: “Sticazzi, la Zaryadka funziona!”

In generale, la sensazione è quella di rilasciare molte tensione “muscolari”, e l’affermazione “ma come ero bloccato prima!” viene quasi spontanea!

Perché la Zaryadka è INDISPENSABILE per i praticanti di discipline come lo Yoga, il Qi Gong o il taijiquan?

I praticanti di discipline di integrazione psicofisica di matrice orientale sono tra le persone che si accorgono più rapidamente e con più chiarezza dei tanti benefici della Zaryadka.
Questo avviene perché si tratta di persone che hanno affinato la capacità di sentire il proprio corpo e le sensazioni e anche perché la pratica della loro disciplina gli fa da metro e da specchio dei nuovi benefici.
Mentre la persona sedentaria spesso si limita a sentire un nuovo livello di benessere, e può pensare che questo derivi dall’aver introdotto un po’ di movimento nella sua vita, il praticante si rende conto con precisione di quanti e quali benefici ha ottenuto, non solo perché è più attento alla sua condizione psicofisica, ma soprattutto perché nota che qualcosa cambia nella pratica: si dissolvono difficoltà che aveva da tempo, si relaziona meglio alla pratica e progredisce costantemente.

Lo Yoga e la Zaryadka

Sotto molti punti di vista lo Yoga e la Zaryadka possono essere considerati parenti. La vicinanza nonché i fitti rapporti commerciali tra le regioni caucasiche e il subcontinente indiano avranno probabilmente permesso una certa osmosi di concetti e di praticanti Inoltre le due discipline condividono anche alcune finalità, soprattutto se si pensa all’ utilizzo della pratica per la rigenerazione dell’individuo, che non è certo solamente fisica.
Le necessità e gli obiettivi e le condizioni ambientali hanno però mantenuto o forse creato una serie di differenze rilevanti che, al giorno d’oggi, possono tornare estremamente utili ai praticanti moderni non solo per ampliare i propri orizzonti grazie a punti di vista e approcci differenti ma anche per beneficiare direttamente degli effetti di tecniche stimolanti.
Ovviamente la pratica si interseca su una quantità pressoché infinita di punti nello spazio di questo articolo citeremo solamente alcuni concetti basilari.

“Ma tu sei comodo nell’aratro?”

Quante volte gli allievi, e non solo i principianti, si confrontano e sulla performance di determinate posizioni e sulle sensazioni che provano durante queste?
Nel caso dell’hata yoga e non solo la pratica delle asanas è sicuramente importante: alcune di queste possono risultare ostiche per chi inizia in età adulta o per chi ha un certo tipo di costituzione fisica e, purtroppo, mantenerle mentre ci si sente tesi o ci si sforza di farlo non porta assolutamente i benefici che la posizione promette.
Come ben sa chi ci si è cimentato, purtroppo il semplice “stare” nelle posizioni non sempre basta a renderle più comode, anzi, in certi casi, si può anche peggiorare, e questo perché alcuni allievi, soprattutto se non indirizzati da un attento maestro, insistono e forzano anche di poco le posizioni: in questo modo portano l’organismo a creare delle “compensazioni”, cioè delle tensioni volte a supplire la mancanza di una configurazione bilanciata – uno stratagemma dell’organismo per mantenere la postura, un po’ come se costruissimo una torre storta e mettessimo dei puntelli per sostenerla. Una volta cronicizzate, queste compensazioni potrebbero ostacolare seriamente il naturale progredire dell’allievo e causare anche scompensi.
C’è un’altra caratteristica che può rendere difficile l’approccio all’Hata Yoga da parte di persone non già dotate di una certa scioltezza: non dimentichiamo che la stragrande maggioranza delle asanas richiedono un’attenzione alla posizione di ogni segmento corporeo e, proprio perché agiscono “globalmente” sulla persona, può essere complicato ridurre la tensione in una parte del corpo, mentre magari se ne sta creando un’altra.
E’ facile che un praticante si sforzi coscientemente di sciogliere la tensione (per esempio) nel collo e si ritrovi a svilupparne un’altra nell’area del bacino, vanificando così lo sforzo di trovare quell’armonico insieme che rende l’asanas funzionale come la tradizione vuole.

Nella Zaryadka i singoli esercizi sono strutturati per ridurre gli stati di tensione eccessiva in tutto il corpo in maniera sistematica, rapida e completa.
Nel momento in cui andiamo ad integrare i due approcci si verificano una serie di effetti interessanti: il praticante di Hata Yoga, o anche di Ashtanga Yoga, che si dedichi alla pratica della Zaryadka solitamente nota subito un netto miglioramento non solo nella pratica delle asanas ma anche nei momenti di passaggio tra una posizione e l’altra.
Questo perché la condizione di maggior scioltezza permette di mantenere le posizioni con facilità, di essere più sensibili riguardo ai limiti ed alle potenzialità della nostra escursione articolare e del tono muscolare.
Uno degli aspetti più interessanti è come il miglioramento sia riscontrabile tanto nei praticanti intermedi quanto in quelli avanzati.

Secondo i più importanti maestri a livello mondiale di Qi Gong, per ottenere beneficio da qualsiasi esercizio energetico, è assolutamente necessario che, nel corpo del praticante, non ci siano tensioni muscolari residue.
Questa è una caratteristica del lavoro che viene considerata imprescindibile, al punto che la capacità di rilassamento è considerata da sempre, secondo la tradizione Taoista, il primo parametro per valutare la qualità della pratica e del praticante.
I migliori maestri di Qi Gong, per non creare confusione con troppe correzioni, consentono al principiante numerosi errori, ma non transigono sul fatto di lasciare la muscolatura rilassata e il respiro libero.
Nonostante queste raccomandazioni, la persona media impiega parecchio tempo per imparare ad eseguire i movimenti senza sviluppare un eccesso di tensioni: la Zaryadka abbrevia drasticamente i tempi eliminando il problema alla radice.
Riuscendo così ad ottenere immediatamente il giusto grado di scioltezza diviene più facile sia la pratica delle posizioni immobili, dove l’attenzione è concentrata sul fluire dell’energia e su “guardare dentro di noi”, sia quella delle tecniche di movimento permettendoci passi più fluidi e una miglior integrazione tra il centro del corpo e le estremità.

Il Taijiquan è una disciplina veramente difficile.

Anche se ne sono state prodotte molte forme decisamente edulcorate e facili, per essere diffuse tra il grande pubblico, il Taiji rimane arduo, semplicemente perché i principi base di quest’arte di movimento sono relativamente semplici da capire ma incredibilmente difficili da eseguire propriamente.
Questo purtroppo fa sì che molti praticanti abbandonino, e favorisce il diffondersi di versioni sempre più semplificate e però sempre più “povere” di insegnamenti (energetici, motori, ecc).
Una delle difficoltà maggiori per il principiante è muovere il corpo tutto assieme con la giusta fluidità.
Nel Taijiquan quest’aspetto è fondamentale e risulta difficile proprio perché va a toccare uno degli aspetti più delicati del nostro organismo: il tono.
Mentre ci sforziamo (soprattutto da principianti) di fare un movimento coordinato e preciso il tono muscolare tende ad aumentare e, di conseguenza, aumentano le rigidità ed il movimento perde fluidità, diviene un po’ legnoso quando, a volte addirittura a scatti.
Tale fenomeno non si verifica solo nella pratica del Taijiquan ma anche nell’apprendimento di quasi tutti gli sport e comunque di tutti i gesti nuovi e inusuali.
La Zaryadka non solo migliora il tono muscolare di base, ma migliora nettamente la percezione dell’escursione del movimento articolare, che diviene così più preciso, più coordinato e incredibilmente più fluido.
Chi pratica la Zaryadka si ritrova così a migliorare talmente il proprio Taijiquan da non credere alle proprie sensazioni.
Ma su questo lascio la parola ad un praticante di vecchia data…

Ciao Massimo,
prima di lasciarmi andare all’entusiasmo che deriva dai risultati di “una” sessione ho programmato seriamente la pratica tutti i giorni per almeno un mese…

ma sono “realmente” entusiasta dei risultati…

ho sempre vantato una mobilità dei piedi nettamente superiore alla media…al punto da non avere mai messo in conto dei possibili miglioramenti…
con una sola sessione la camminata e (ancora più importante) il radicamento, sono migliorati molto sensibilmente…

il lavoro di mobilizzazione dell’intero tronco mi ha fatto sparire una contrattura costo-lombare che mi portavo dietro da quasi tre mesi…

preso dall’entusiasmo, alla fine, ho praticato la forma lunga di Tai Chi Chuan…
al termine sono rimasto inebetito per cinque minuti ripensando al miglioramento sia percettivo che della qualità del movimento…
non sapevo se ridere o piangere dalla gioia…
ho scelto di ridere…felice come un bambino…

credo che mi porterà dei benefici anche nel chi kung, rafforzando il collegamento tra le sezioni superiore ed inferiore del corpo…

mi hai fatto un regalo di grandissimo valore :-)

grazie ancora
Emanuele

Mi auguro che, come è successo a Emanuele e a tante altre persone, siano sempre di più i praticanti di queste splendide discipline orientali ad avvicinarsi alla Zaryadka e a godere gli effetti delle due pratiche combinate.

Riassumendo:

Pro:

  • Facile da fare
  • Miglioramenti tangibili già dalle primissime volte
  • Modella muy carina :-)
  • Miglioramenti fisici continui (la faccio da due anni …)
  • Prezzo ridicolo Prezzo più basso di quello che vale
  • Miglioramenti di riflesso su TUTTE le pratiche (si! anche il zin zin :)
  • Aumento percezione corporea
  • esercizio di muscolatura “mai esistita prima” :-)

Aree migliorabili:

  • Mi sarebbe piaciuto un manualetto riassuntivo (come PRP)
  • Non ci sono modelle poco vestite a illustrare le posizioni
  • Un po troppo lunga da praticare TUTTI i giorni
  • Un po ripetitiva dopo qualche anno :-) – io mi annoio facile ma non sarebbe male un zaryadka Bis, con altra sequenza di esercizi..

Voto finale: 5 su 5

Le Faq e le info di prodotto sono qui: https://movimentoarcaico.it/zaryadka-lp/

Dove posso comprare la Zaryadka?

Sul sito Movimento Arcaico

  • Massimo Mondini - Zaryadka

Riassumendo

I miglioramenti facendo la routine un 3 volte a settimana ( meno di quanto consiglia) sono tangibili. Se fate sport di combattimento (dal brazilian jiu-jitsu alla muay thai) noterete grossi cambiamenti nei movimenti, nell'apprendimento motorio delle tecniche, e nella diminuizione drammatica di traumi.

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Scritto da
Manolo Macchetta
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12 commenti
  • Ciao Manolo,
    non so se ti ricordi di me, una volta mi hai aiutato ad analizzare un incontro di mma. Ti scrivo perchè, a distanza di un anno, nella thai ho continuato ad ottenere ottimi risultati, mentre nelle mma, nonostante mi sia allenato molto e con alcuni campioni di fama internazionale, ho continuato a prendere legnate. La zaryadka mi è stata di aiuto, ma forse quello che mi manca è la forza nel corpo a corpo. So che Scott Sonnon propone un programma di allenamento che si basa sulla ginnastica articolare ed utilizza anche i kettlebell ed i clubbell. Tu cosa ne pensi? Potrebbe essere un training valido per sviluppare quelle qualità fisiche di cui ho bisogno per il grappling senza farmi aumentare di peso e soprattutto senza avere ripercussioni nella thai?

    Grazie e
    Ciao!

  • Ciao!!!!
    Non ti so aiutare, infatti sono un pessimo striker e un mediocre grappler :-/

    Caso vuole che su http://www.grappling-italia.com/approfondimenti/lifestyle-benessere/il-tabata-protocol-per-la-preparazione-fisica

    sia uscito proprio ieri un bel protocollo di allenamento, prova a chiedere anche li, che sono di sicuro più preparati sull’argomento lotta.

    Di Sonnon ho sentito voci contrastanti.. io non lo conosco troppo poco per giudicare. Di sicuro tutti quelli che conosco che si allenano con le Kettlebell ne sono entusiati.

  • Grazie Mille,
    in effetti la zaryadka di Mondini come base è insuperabile, simile ma imho tecnicamente superiore a Tsatsouline e più attenta ai particolari ed agli errori di Scott. Sonnon è snodatissimo, molte cose non le spiega ed alcuni movimenti che propone, senza una base forte, possono essere facilmente eseguiti male e quindi dannosi. Ora che ci penso, quasi, quasi chiedo a Massimo di seguirmi per un pò.
    Ciao e Grazie!

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